Cosa facciamo nel Branco OL

La Giungla è l’atmosfera fantastica in cui vive il branco. È tratta da una riduzione del testo Il Libro della Giungla di Rudyard Kipling e rappresenta un elemento fondamentale in quanto, grazie ad essa, non solo si riesce ad andare incontro alla fantasia del lupetto, ma permette anche all’adulto educatore di riuscire ad entrare nel mondo del bambino, di farsi accettare e di proporre modelli da seguire. Nella vita del branco tutto è riferito ad essa, ad esempio, i capi sono detti Vecchi Lupi e vengono chiamati con i nomi dei personaggi positivi del libro, ad esempio Akela, Bagheera, Kaa, Fratel Bigio, Baloo, ecc.
Si è deciso di basare la maggior parte delle attività proposte su una riduzione del libro. Questa è una scelta mirata, effettuata tenendo conto dei molteplici aspetti formativi che permeano i racconti, che uniscono nella narrazione la struttura del romanzo di formazione, il confronto continuo con ostacoli e avversità, l’utilità della morale per tipi.

Per un bambino il gioco è vita, è l’occupazione più importante come per un adulto lo è il lavoro. Insegnandogli a giocare bene, gli si insegna a “vivere bene”. Essenzialmente, la vita di Branco è puro “gioco”.
“Tutto col gioco ma niente per gioco”

La famiglia felice è l’atmosfera che si respira in branco, con la quale gli educatori instaurano con i bambini un rapporto da fratelli maggiori e non da “maestri in cattedra” distaccati. Di conseguenza, i vecchi lupi si cimentano sempre in prima persona nei giochi con i lupetti, non limitandosi soltanto a guardare o arbitrare.

La parlata nuova è una sorta di “linguaggio in codice” con la quale alcune cose vengono chiamate con un nome attinente all’ambiente fantastico della giungla. Con essa, quindi, gli adulti si mettono sullo stesso piano dei bambini, usando un linguaggio semplice da comprendere. La parlata nuova è il patrimonio delle esperienze del branco ed è quindi un insieme di tutti i linguaggi, i modi di fare e la vita dei branchi passati, di quello presente e di tutti i futuri. Essendo completamente dinamica è in costante aggiornamento.
Della parlata nuova fanno parte le parole maestre, i simboli, i riti e le cerimonie.

Il bambino/a che entra in branco si chiama cucciolo ed effettua un periodo di conoscenza dell’ambiente, per lui completamente nuovo, solitamente della durata di pochi mesi. In questo tempo viene subito inserito in un piccolo gruppo, chiamato sestiglia, all’interno del quale comincia da subito a confrontarsi con altri bambini e bambine di età variabile. Quando il cucciolo si sente pronto, chiede ad Akela di poter pronunciare la propria promessa e diventare lupetto a tutti gli effetti.