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Com'è andata...
Genova 28 Agosto. Ore 19.20.
É proprio nella stazione di Genova-Brignole che la segreta (??) missione nel Regno delle due Sicilie del clan Frà Diavolo ha avuto inizio: col cuor leggero e lo zaino a dir poco pesante, galvanizzati dall'impresa, abbiamo preso il treno diretto per Siracusa.
Dopo un viaggio pazzesco di 17 h. ca. con trasbordo su traghetto per attraversare lo stretto, siamo arrivati a "Catanìa", così pronunciata dal controllore calabrese...! Sembrava un altro mondo (per noi gente del continente è stato un bello shock!). Questo sembrerà un commento negativo ma, che ci possiamo fare?, l'Italia è fatta di tanti piccoli mondi, di tante realtà e quella incontrata nell'isola è fatta di una placida confusione, dove ognuno si prende il tempo che vuole, magari facendo un po' di casini, prendendo la strada più lunga invece di quella più corta (ne sa qualcosa Pietro!), ma raggiungendo sempre gli scopi prefissati. É una realtà molto lontana da quella delle nostre frenetiche città.
La nostra permanenza a Catania è durata il tempo necessario per comprare le ultime cose dimenticate a Genova e intrupparci su una corriera diretta alle pendici dell'Etna, precisamente alla località Fornazzo di Milo. Nel frattempo erano già scappate un paio di figuracce… Insomma ci siamo fatti riconoscere!!
Giunti al punto di partenza della nostra route il tempo ha deciso di ricordarci che eravamo in Sicilia: infatti è iniziato a piovere...
Facendo buon viso a cattivo gioco, del resto è meglio camminare con il fresco che con il sole cocente, abbiamo iniziato la nostra ascesa. É stato come atterrare su un altro pianeta, o come tornare indietro di milioni di anni fino all'era dei dinosauri; innanzi tutto camminavamo su minimo 30 cm di cenere nera che era come camminare sulla sabbia, faticosissimo. La cosa più spettacolare, da un lato, e inquietante, dall'altro, è che non c'era erba: pini , faggi e betulle si alternano a felci, muschi e licheni e tutto spuntava direttamente dalla terra nera! Poi uscendo da questi boschetti vi era solo deserto nero e frastagliato, la colata lavica (non era proprio deserto, l'unica forma di vita era un tipo particolare di mosca stupida e invadente: stupida perché si schiacciava facilmente e invadente perché era una mosca!). Il silenzio che ci avvolgeva era enorme e ciò che rendeva ancora tutto più surreale era la nebbia... abbiamo beccato anche la nebbia!
La prima sera non siamo riusciti a raggiungere il primo rifugio perché sulla cartina avevamo calcolato male il percorso(!); così da bravi scout ci siamo costruiti un rifugio nella radura in cui ci siamo fermati. Per fortuna avevamo portato dei teloni, avendo deciso di non caricarci le tende; nel frattempo aveva smesso di piovere.
L'indomani ci siamo svegliati alle 6.00!!! Non era mai capitato di svegliarsi così presto in tutta la storia del clan; poi è andata così per il resto della route e ci siamo goduti un sacco di albe (quando non era nuvolo).
Il secondo giorno abbiamo recuperato la prima tappa e raggiunto la seconda, ma qualcosa ci aspettava in agguato: la terza tappa sarebbe stata conquistata dopo circa 25 km di cammino e l'acqua potabile invece 2 gg dopo...! Per precauzione eravamo partiti da Genova con 3 l a testa, ma già alla sera della seconda tappa l'acqua scarseggiava un po'...Abbiamo comprato una bottiglia a testa e una per gruppo cucina e iniziato a razionare i consumi idrici il più possibile: per cucinare avremmo usato quella non potabile delle cisterne dei rifugi che avremmo raggiunto. Così, un po' più sollevati, abbiamo bruciato i 25 km raggiungendo la terza tappa addirittura alle 16.30. Peccato che la cisterna era piena di bisce morte! Quella sera abbiamo finito tutta l'acqua e mancava 1 giorno al rifugio attrezzato. Per fortuna che il giorno dopo non è spuntato il sole, anzi è piovuto un sacco: almeno l'umidità ci ha permesso di non disidratarci troppo. Raggiunto il primo rifugio con la cisterna di acqua non potabile abbiamo riempito le bottiglie vuote e trattato l'acqua con l'amuchina: vi auguro veramente tanto di non avere un'esperienza del genere! All'inizio sembra di bere cloro poi, tempo 2 sec, sale dallo stomaco un gusto amarissimo di disinfettante acido che vomiteresti... va beh tralasciamo i particolari...
Grazie a Dio nessuno è stato male e finalmente sotto un acquazzone abbiamo raggiunto il rifugio attrezzato "Sapienza", che poi si è rivelato un albergo in una stazione turistica... comunque eravamo a 2000 mt sopra il livello del mare e su un vulcano e, cosa più importante, finalmente con l'acqua potabile! Le prospettive di sopravvivenza erano tornate a livello normale; quindi dopo essere riusciti ad elemosinare un salone con i caloriferi (c'erano 8°C di notte) e aver dormito da pascià, la mattina seguente, lasciati gli zaini e attrezzati di macchine fotografiche e piumini, guanti e cappelli, abbiamo preso la funivia e poi delle gippone che potevano portare anche una trentina di persone. Siamo arrivati a ca. 3000 mt sotto il sistema principale di crateri che si trova 345 mt più in alto! É stata un'esperienza incredibile! Per fortuna non pioveva, ma c'erano un sacco di nuvole che ogni tanto ci avvolgevano in un paesaggio di sogno: vi consiglio di vedere le foto che rendono bene l'idea! Abbiamo gironzolato con la guida per i crateri e poi siamo tornati alla base.
Ci è anche scappato l'imprevisto: uno dei ragazzi si è fatto un bel taglio sullo stinco con un vetro e così io e il capo clan abbiamo "visitato" anche l'ospedale di Catania. Per fortuna eravamo sulla strada del ritorno e anche gli altri sono scesi verso la quarta tappa che era un paesino poco fuori Catania (Nicolosi). Perciò dopo 2 punti e un viaggio in mercedes (taxi proprio da papponi!) ci siamo riuniti agli altri e concluso tranquillamente la nostra avventurosa route arrivando a Genova domenica 4 Settembre alle 7.00 del mattino stanchi morti forse un po' smagriti ma soddisfatti dell'impresa.
ikki
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