A volte è più comodo stare a guardare, a volte è semplicemente che si è troppo stanchi per intraprendere qualsiasi iniziativa, a volte è Pigrizia, a volte è Paura, a volte è che "non mi sento tanto bene", a volte è che con tutte le cose da fare non abbiamo proprio avuto tempo, a volte è che lo si farà domani, a volte capita di scordarselo, a volta è colpa degli altri…
…A volte abbiamo deciso di partire e invece siamo sempre fermi.
Perché?
Partire? Beh, si...si può fare!
"Partire" (per viaggi di un certo tipo) implica:
- Decidere una meta;
- Scegliere una strada;
- Darsi dei tempi;
- Fare i bagagli;
- Partire e…
- …a volte arrivare.
- “Qual è la strada?” chiese Alice al gatto.
- “Per andare dove?” chiese il gatto.
- “Non importa dove” rispose Alice.
- “Allora non importa qual’è la strada” rispose il gatto. (Lewis Carrol)
Abbiamo sotto gli occhi mete d'ogni tipo, per ogni gusto e per ogni età. Basta scegliere. Alcune sono all'insegna della comodità, altre sono veramente di lusso, altre sono talmente poco gettonate che quando scovi qualcuno che sembra proprio aver deciso di dirigersi da quelle parti ti chiedi se sia scemo…
In genere mete di questo tipo sono più difficili, più lontane, più faticose da raggiungere di tutte le altre, ma non abbiate paura di sceglierle perché le strade per raggiungerle ci sono…fidatevi, ci sono davvero!
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
Augurati che la strada sia lunga,
ricca di avventure ed esperienze.
Non incapperai nell'irato Nettuno
se non te lo porti dentro,
se l'animo non te lo mette davanti.
Sempre devi avere in mente Itaca.
Raggiungerla deve essere il tuo pensiero costante.
(Konstantinos Kavafis)
Fa abbastanza differenza se decido di viaggiare in un baule o in bici? Fa differenza se mi fermo a guardare il panorama o cammino a testa bassa finché non arrivo a destinazione? Fa differenza se incontro qualcuno lungo il viaggio e se trovo un compagno di viaggio o se tiro dritto, impassibile e imperturbabile?
La strada che inventiamo è il modo che abbiamo di rendere nostra, e solo nostra, la meta che abbiamo scelto. Abbiamo la possibilità di scegliere la nostra personale avventura.
Il primo sintomo del fatto che stiamo uccidendo i nostri sogni è la mancanza di tempo. Il secondo sono le nostre certezze, poiché non vogliamo considerare l'esistenza come una grande avventura da vivere. Infine il terzo sintomo è la pace. La vita comincia a essere un pomeriggio domenicale: non ci chiede grandi cose, né esige più di quanto noi vogliamo dare.
(P. Coelho)
Se il nostro viaggio si trasforma in un lungo e stanco girovagare, se non sappiamo concludere alcune avventure così da poterne iniziare di nuove, se iniziamo a sentire un piacevole torpore che ci invoglia a sederci e a fare con calma...è il momento di alzarsi e di riprendere a camminare. Il tempo da dedicare a quella o a questa avventura, se davvero ci sta a cuore arrivare alla meta, è finito. Il tempo in cui decidete di realizzare qualcosa ha la facoltà di trasformare ciò che fate in un'impresa o una buffonata.
Non c'è modo di arrivare o anche solo di avvicinarsi a qualcosa se non siamo noi a scandire (davvero) i tempi del nostro viaggio.
Non abbiamo bisogno di inventare nulla. Nel nostro sacco Dio ha già messo tutto, anche più del necessario, se abbiamo il coraggio di frugare e tirar fuori. (Monsignor Silvano Piovanelli)
Qualcosa inevitabilmente resterà a casa, non possiamo mica portarci tutto. Alcune cose, poi, sarebbero un peso…Se siete veramente coraggiosi non portatevi nulla e scoprirete che nonostante tutto non vi manca niente. Non nascondetevi dietro a problemi organizzativi, a difficoltà tecniche…se non si ha voglia di fare qualcosa o se la paura dell'ignoto è troppa, ogni scusa è valida, anzi validissima, sacrosanta.
La sfida non attende. La vita non guarda indietro. Una settimana è un periodo di tempo più che sufficiente per decidere se vogliamo accettare o no il nostro destino. (P. Coelho)
Alla fine tutto è racchiuso nella semplice domanda: "Vado o resto?". Cosa ci blocca? Cosa ci frena? Cosa ci scoraggia fino a convincerci che in fondo quello non era il viaggio adatto a noi, che sarebbe stata una sciocchezza, un'imprudenza lasciare tutto per quelle mete, per quei sciocchi principi, aver creduto, per un attimo, che partendo avrei potuto cambiare qualcosa, avrei potuto cambiare me stesso, realizzare un sogno…Che scemenza!
Ebbene!? Siamo dei codardi, dei bugiardi… Abbandoniamo le nostre scelte, le nostre mete per il solo fatto che è faticoso, fa anche un po' paura, c'è il rischio di perdersi per strada e di perdere la strada, non siamo capaci, non è il momento giusto e non lo sarà domani…
Ricorda che tu sei tu. Sei tu che devi vivere la tua vita e se vuoi riuscire a raggiungere la felicità, devi essere tu a guadagnartela. Se saprai manovrare con attenzione, navigando con fedeltà ad allegra tenacia, non c'è motivo perché il tuo viaggio non debba essere un completo successo. (B.P.)
Magari non si arriverà esattamente dove ci si era prefissati, ma un giorno guardandosi indietro, durante il viaggio, si scoprirà di aver fatto molta strada, nel complesso una bella strada, che con i suoi successi e insuccessi ti ha comunque condotto un po' più vicino all'uomo che da ragazzo volevi diventare…e sai di non aver tradito le sue speranze, i suoi sogni, i suoi valori e le sue scelte. Sei felice, lì dove sei, ma lo sei stato o quanto meno hai fatto del tuo meglio per esserlo, anche tutti i giorni del tuo viaggio.
Marta e Marco
Alla vigilia del tuo "Vado o resto?" ti chiediamo di riflettere sulle tue mete, sui sogni che vuoi realizzare, i tempi, la strada già fatta per arrivare fino a qui, le tue paure e le tue "scuse", la tua forza di volontà…
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