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"Conducilo via", disse Akela rivolto a Babbo Lupo, "e allevalo come si conviene ad uno del Popolo Libero". (Kipling)
E' così difficile spiegare ai non addetti ai lavori che cosa sia lo scoutismo, così difficile da spiegare a parole.
E' ancora più difficile rispondere a chi ci chiede "perché?". Perché andare a riunione il sabato pomeriggio, o perché partire per bivacco anche se diluvia, perché andare a faticare sui monti quando puoi stare comodamente sdraiato sulla spiaggia, perché andare a fare legna per cucinare quando esistono dei bellissimi fornelli a gas…fino alla domanda fatidica "perché quando si gela e piove vi mettete i pantaloncini corti?"…così difficile rispondere a chi non ha mai provato a camminare con i pantaloni bagnati appiccicati addosso.
Lo scoutismo non si spiega, mai ci è stato spiegato, non si tengono lezioni su cosa sia e su come funziona, lo scoutismo si vive, si sperimenta sulla propria pelle e allora le parole sono quasi del tutto inutili.
Eppure, ogni tanto, quel "perché?" torna a farsi sentire e se siamo noi a formularlo non si accontenta di un evasivo "…Ma così…perché mi diverto!"…
No, non basta, perché sappiamo bene, effettivamente, quanto sia faticoso rinunciare a una festa con gli amici o a dormire la domenica mattina, è faticoso anche organizzare un'attività (che magari, non è neppure su un argomento interessante), quante volte preferiremmo il cinema alla riunione…!
E' un "perché?" abbastanza difficile da mettere a fuoco, non lo so, forse per gli amici, forse perché ormai è un'abitudine, forse perché alla fine mi diverto…Forse un po' per tutte queste cose, ma c'è dell'altro?
Non so. Lo chiediamo a voi.
"Quando riesco ad ascoltare il silenzio della natura, a contemplare la sua bellezza ed infinità, sento che mi sono abituata lentamente a farlo e che spesso indossavo l'uniforme scout"
Lo scoutismo non ha bisogno di essere spiegato, è semplice, entra in noi
dai piedi, dai giochi, dai canti intorno al fuoco, dalle notti in
bianco a guardare le stelle, dall’alto dei monti, dalle messe
preparate da noi, dalle cerimonie vissute, dai campi, dalle vittorie
e dalle sconfitte, dalla Legge e dalla Promessa, dall’incontro
con gli altri, dai treni aspettati stando seduti per terra e sugli
zaini… Entra così… Ma sta a ciascuno di noi trovarci
un senso, il proprio senso. E allora, magari un giorno, scopri che
non solo l’hai respirato ma che tante cose, tantissime, le hai
vissute solo con gli scout e grazie agli scout e, oggi, quelle cose
ti sembrano assolutamente normali. Oppure scopri che è stato
bello ma che, per te, aldilà delle belle serate, delle belle
avventure, dei bei posti, non c’è molto…
Marta e Marco
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