Chi vuole sentire la voce di Dio si ritiri in solitudine. (San Bernardo)
Credo o non Credo?
Non so… penso di si, o forse è più no, però potrebbe essere anche che non mi sono mai davvero posto questa domanda. Dovrei pensarci un po'.
Ma cosa vuol dire "credere"? Cioè, lo so cosa vuol dire in italiano…Io credo in un sacco di cose. Per anni ho creduto in Babbo Natale e a tutte le cose che mi venivano dette. Poi mi sono fatto un po' più furbo, credevo solo alle cose che mi dicevano Mamma, Papà, la maestra e i miei amici. Poi ho capito che non a tutti gli amici bisogna credere e che in Mamma e Papà invece si può credere quasi sempre anche se dicono cose che non vogliamo sentire e anche se certe volte si sbagliano…Da più grandicello ho iniziato a credere nell'amore e quindi mi è capitato di credere in qualche esponente dell'altro sesso, ma in generale credevo sbagliato, anzi sto ancora aspettando quella in cui credere davvero. Poi facevo nuoto e allora credevo che diventare come Rosolino sarebbe stato il massimo della felicità. Quando ho iniziato a uscire con gli amici credevo che i soldi fossero il solo modo per potersi divertire, senza soldi niente pizza, niente scarpe nuove e niente vacanza…e questo ancora ora lo credo. Oggi credo che in questa società bisogna assolutamente farsi notare, se no sei fuori, ma devi stare attento a farti notare conformandoti alla massa…se no sei fuori lo stesso.
Ho creduto in davvero tante cose…
E Dio?
Ma credere in Dio è un altro discorso…Forse non dovrebbe esserlo. Cioè, "credere" è sempre "credere", è sempre questione di aver fiducia in qualcosa o qualcuno di importante per noi, e se questo qualcosa o questo qualcuno è veramente molto importante, agiremo nel quotidiano, consapevolmente o inconsapevolmente, in un determinato modo proprio per seguire i nostri credo.
Per quanto riguarda Dio, non c'è neppure molto da chiedersi cosa implica credere in lui. Dio, o chi per lui, ha parlato molto chiaramente, ha lasciato davvero poco spazio alla libera interpretazione del suo messaggio.
Beh, allora forse direi che credo…mi sembra che il messaggio di Dio sia davvero ragionevole: Ciò che conta è amare.
"Ogni sera leggo il giornale dopo averlo sfogliato rapidamente la mattina.Voglio tenermi al corrente dei fatti più importanti.E' un dovere, lo so e lo dico volentieri nella mia cerchia. Così su questo punto come su tanti altri ho la coscienza tranquilla: io sono l'uomo informato, colui che non è indifferente a ciò che accade nel mondo. Ho un'opinione mia e sono in grado di discutere.
Ma mi sono reso conto all'improvviso che non ci doveva essere una grande differenza tra il modo che potevo avere io, militante cristiano, di leggere il giornale, e il modo di qualunque altro militante non cristiano. Capisco che se ci deve essere una differenza, va individuata nelle più intime premesse.
Io non leggo il giornale come dovrebbe leggerlo un cristiano. La mia lettura è il risultato di una curiosità appena disciplinata. Indugio su certe notiziole futili, che mi attirano, scorrendo notizie essenziali. Non sono capace di riflessioni profonde. Resto alla superficie delle cose, accontentandomi di un piccolo fremito di angoscia di fronte ad avvenimenti dolorosi. Il Signore mi chiede molto di più, poiché mi chiede di assomigliargli."
(di Michel Quoist)
Eppure ci sono alcune cose che mi lasciano un po' perplesso. Non avrai altro Dio all'infuori di me, è una. Vuol forse dire che non avrò altri Credo se non quelli che mi ha dato lui?! Spero di no, perché altrimenti vorrebbe dire che la mia vita deve essere vissuta solo per lui e questo non lascia spazio a scappatoie.
Un'altra?! Vieni e seguimi. Perché non dice solo ricordati di me, ogni tanto? Io lo seguirei anche, è che qui ho così tante cose da fare, su due piedi non posso mica mollare tutto?!
E poi c'è quel Ama il tuo nemico…
…Non so ma mi sembra che mi chieda cose un po' impegnative, cioè sarebbe bello, ma come si fa…
"Ci sono atei di un'asprezza feroce che tutto sommato si interessano di Dio molto di più di certi credenti frivoli e leggeri."
(di Pierre Reverdy)
Si fa, se si crede si fa, si sbaglia anche un numero infinito di volte, ma tra fare e qualche volta sbagliare, e non fare nulla, è decisamente più produttivo fare.
"Ho capito che ognuno di noi può fare la differenza, e che proprio fare la differenza è ciò che da significato alla nostra vita. Con ogni azione quotidiana possiamo aiutare o fare del male al mondo: non ci sono azioni neutre."
(di Julia Hill)
Quindi, Credo o non Credo? Ancora una volta chi non cerca risposte difficilmente le troverà.
Marta e Marco
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