Stanotte, alle quattro, è arrivato un ordine che, per il primo momento ci ha fermato i battiti del cuore. Oggi, alle tre del pomeriggio, saranno sospese le ostilità. (...)
Man mano che si appresta la grande ora, si cerca di scrutare l'animo del soldato. Che farà? Fraternizzerà col nemico? Risponderà ai suoi inviti? Vane domande; il soldato continua la marcia vittoriosa, senza chiedere l'ora, quasi senza preoccuparsi della sua vita, che pure è ancora in giuoco.
Riattato alla meglio il ponte, finalmente i bersaglieri entrano in Varino, in Rivignano e in Ariis, fra folle di popolo delirante; al ponticello crollato del Torsa, incontrata nuova resistenza, i bersaglieri dell'ottavo reggimento si sono buttati di slancio contro le mitragliatrici nemiche. Eppure, non mancava un'ora alla fine della guerra! L'ultimo colpo di mitragliatrice ha colpito in bocca il sottotenente Alberto Riva di Villasanta, di diciott'anni, spezzandogli a un tempo la vita e la parola...(...)
Il grido di "Viva l'Italia!"urla nell'aria, e le tre colonne affiancate si involano verso il trivio come per immolarsi alla morte. Sotto il pungolo dei cavalieri, serran sotto i cavalli; lo squadrone di mezzo arriva compatto come una sol frotta, come un pugno chiuso, alla mèta: (...) nel momento in cui l'ultima scarica delle armi nemiche abbatte e confonde armi e cavalieri.
I cavalli vengono a morire sul ponticello, sopra le mitragliatrici, trascinando davanti al nemico gli ultimi italiani caduti nell'ultima ora della guerra. (...)
Era suonata l'ora trionfale, ma vi era in tutti una gran voglia di piangere...